domenica 20 luglio 2014

Lettera al Direttore della testata "L'Opionione" sul Karabak

Incontro di boxe fra il campione italiano Clemente Russo e l'Azero Abdulkadir Abdullayev potrebbe rappresentare una adeguata metafora di questa vicenda?

.....anche per questo riceviamo e volentieri pubblichiamo, invitando a condividere e ad aderire all'iniziativa:

COMUNICATO 


 La testata “L’Opinione” ha pubblicato un articoletto a firma Martelloni nel quale si dà spazio al consueto nazionalismo antiarmeno dell’Azerbaigian. Evidentemente la visita del presidente Aliyev in Italia nei giorni scorsi ha dato i suoi frutti… “Iniziativa italiana per il Karabakh” ha già provveduto ad inviare una nota di protesta per il contenuto dell’articolo. Invitiamo i nostri lettori a fare altrettanto ed a far arrivare al direttore Diaconale la civile ma ferma condanna per articoli che sembrano scritti su commissione. 
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Testo della lettera da trasmettere al direttore di l'Opinione:
diaconale@opinione.it, redazione@opinione.it

Egr. Direttore,

l’articolo di Romolo Martelloni sul Nagorno Karabakh (19 luglio) non affronta in alcun modo la questione ma si limita a riportare false affermazioni di fonte azera.
E’ inaccettabile che un argomento così delicato venga affrontato in modo tanto superficiale quanto antistorico. Gli armeni del Nagorno Karabakh-Artsakh hanno liberamente scelto di vivere nel loro stato libero ed indipendente votando il referendum del 1991 mentre dal cielo cadevano i missili azeri Grad.
Ospitare le tesi azere senza alcun riguardo ad una verifica dei fatti o a un diritto di replica squalifica il suo giornale, alimenta sospetti ed offende profondamente le comunità armene in Italia e nel mondo.


Firma e data
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Lettera di protesta trasmessa a firma del Consiglio per la "Comunità armena di Roma" al direttore della testata. 


Egr. Direttore,
l’articolo di Romolo Martelloni sul Nagorno Karabakh (19 luglio) non affronta in alcun modo la questione ma si limita a riportare false affermazioni di fonte azera. 
E’ inaccettabile che un argomento così delicato venga affrontato in modo tanto superficiale quanto antistorico. Gli armeni del Nagorno Karabakh-Artsakh hanno liberamente scelto di vivere nel loro stato libero ed indipendente votando il referendum del 1991 mentre dal cielo cadevano i missili azeri Grad. 
Ospitare le tesi azere senza alcun riguardo ad una verifica dei fatti o a un diritto di replica squalifica il suo giornale, alimenta sospetti ed offende profondamente le comunità armene in Italia e nel mondo. 
Non sappiamo quali siano stati i motivi che hanno spinto Martelloni a sostenere la tesi insostenibile della propaganda Azera e non è nostra intenzione controbattere le falsità riportate nel pezzo, che possono comunque essere smentite usando le stesse fonti azere. Ma un domanda ci viene spontanea: Perchè il presidente Aliyev, al posto di elargire ingenti somme di denaro a degli estranei, non si preoccupa del destino del suo popolo e dei profughi che da più di 25 anni vivono in condizioni disumane? 
La verità si trova sempre dietro l’angolo. C’è chi la cerca e la trova e c’è chi sceglie l’opportunità di guardare e di cercare sempre laddove gli è più comodo.

Distinti saluti 
Consiglio per la "Comunità armena di Roma"
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REPLICA DI "Iniziativa Italiana per il Karabakh"

Caro Diaconale, fa bene il Suo opinionista Romolo Martelloni a lamentarsi del silenzio sul contenzioso relativo al Nagorno Karabakh. Ma la sua superficiale, approssimativa ed impropria analisi sulla materia rischia di apparire solo come vuota cassa di risonanza del nazionalismo dell’Azerbaigian. 
Già dovrebbe essere imbarazzante per un giornalista occidentale dare credito alle tesi di uno stato che “Reporter Senza frontiere” colloca agli ultimissimi posti nella classifica mondiale di “Freedom world press index”, uno stato antidemocratico, che incarcera oppositori politici ed attivisti dei diritti umani e che solo i soldi del petrolio riescono a rendere "presentabile" al mondo. Martelloni non è nuovo alle sviolinate azere e leggere certe affermazioni sulla Sua testata potrebbe indurre qualche superficiale analista a ritenere che la cosiddetta “politica del caviale” abbia purtroppo di nuovo colpito in Italia. 
Siamo certi che vorrà correggere le argomentazioni di Martelloni e, se lo riterrà opportuno, affrontare la vicenda da un punto di vista oggettivo dando corretto rilievo alle argomentazioni storiche, politiche e giuridiche che stanno alla base del diritto all'autodeterminazione del popolo armeno del Nagorno Karabakh; chiedendo a Martelloni, magari, di approfondire le proprie conoscenze sui pogrom antiarmeni in Azerbaigian alla fine degli anni Ottanta e sul citato massacro di Khojaly che fu attuato dagli stessi azeri del Fronte Popolare nel tentativo di rovesciare, con quei morti, il governo di allora. Ma questa è tutta un’altra storia.

"Iniziativa Italiana per il Karabakh"
www.karabakh.it

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ll “silenzio stampa” sul Nagorno Karabakh di Romolo Martelloni 19 luglio 2014

http://www.opinione.it/esteri/2014/07/19/martelloni_esteri-19-07.aspx