giovedì 27 febbraio 2014

sabato 1 marzo h.18.00 festa di Vartananz a Milano

Sabato 1 marzo h.18.00 proprio mentre noi alla Libreria Laterza di Bari parleremo della presenza Armena nel Medioevo nella nostra città, a Milano, presso la sede di
HAY DUN







CASARMENA

i nostri amici capitanati da Hayr Tovma Khachatryan festeggeranno il Vartananz. Chi è a Milano li raggiunga e se può contribuisca alla promozione e al sostegno di "Hay Dun".

Vartan era riuscito a mettere insieme un contingente importante. Circa 66.000 tra fanti e cavalieri, compresi parecchi volontari civili. La spina dorsale dell’esercito era formata dalla cavalleria leggere e da quella pesante (armata come i clibenarii), ma le cronache riportano anche un gran numero di arcieri e lancieri. Una forza in grado di reggere il campo con qualsiasi esercito occidentale, ma forse non abbastanza grande da respingere il mostruoso esercito sasanide.



Yazdegert e Mihr-Narseh avevano messo insieme un’armata capace di far impallidire quella di Serse. Elefanti da guerra con torrette per gli arcieri, cavalleria Savaran, arcieri a cavallo, fanteria pesante, addirittura un contingente unno, per non contare i 30-40.000 armeni di Vassak, pronti a combattere contro i propri fratelli. In tutto quasi 100.000 uomini (300.000 per le fonti armene).

Il 26 maggio 451 i due schieramenti erano divisi dal fiume Tghmout. A prescindere dall’epilogo di quella giornata, la storia dell’Armenia sarebbe cambiata drasticamente. Vartan lo sapeva, quindi pronunciò un discorso adrenalinico sull’obbligo di difendere la loro terra e la loro fede, che si concluse con queste parole:

Chi credeva che il Cristianesimo fosse per noi un abito, ora saprà che non potrà togliercelo, come il colore della nostra pelle.

Nel frattempo, i sacerdoti (sembra fossero diverse centinaia) distribuivano l’Eucarestia e le benedizioni.



La cavalleria armena attraversò il fiume con una prima carica, creando scompiglio nell’ala destra del nemico, formata dalla cavalleria “ausiliaria”. Le linee arretrate dei sasanidi però si riorganizzarono, e alla fine riuscirono a far ripiegare l’ala sinistra armena. Nel frattempo, gli armeni erano riusciti a mettere in difficoltà tutto il fronte d’attacco sasanide. Vartan stesso, vedendo la ritirata dell’ala sinistra, decise di prestarle soccorso. Riuscì a sfondare, ritrovandosi all’interno delle linee nemiche. Ed infatti Vartan trovò ad attenderlo la morte. Un vero e proprio martirio che lo vide combattere fino all’ultimo. Caduto il loro generale, gli Armeni si videro persi e si ritirarono nei castelli e nelle fortificazioni montane.

In tutto morirono circa 3.500 persiani e poco più di mille armeni. 1036 martiri.


Ricordiamo inoltre che è in preparazione una pellicola dl titolo 451 diretta dal regista armeno Rouben Kupelian proprio sulla Battaglia di Avarayr .

                                      
partecipanno alla serata

Loussine Agopian, con una breve relazione sulla storia di Vartananz 


seguirà un concerto dei maestri

Abel Arshakyan, duduk
Ani'Balian, soprano
Susanna Hacobian, soprano
Vahan Harutyunian, basso

Padre Tovma' Khachatryan, kamancia e pianoforte
Anì Martirosyan, pianoforte


Tamara Musayelian, reciterà alcuni brani