giovedì 5 gennaio 2012

Quattro Liriche di Nazariantz da "I Sogni Crocifissi"

Ogni crocifissi di Hrand Nazariantz a Bari ha un ospite illustre, un Armeno: Hrand Nazariantz. Egli vive nella città nostra la vigilia ardente della sua grande e generosa Patria.  Di lui che anche fra i nostri più graditi collaboratori ci siamo occupati altre volte; prossimamente diremo ampiamente di un suo libro in versi che fra qualche settimana la casa editrice concittadina "Humanitas" diretta con studio costante e con grande da Piero Delfino Pesce, pubblicherà.
Sono i sogni crocifissi nella versione italiana di albicocca vile che prossimamente presto recensiremo e di cui oggi si è dato offrire ai lettori una bella primizia, grazie alla cortesia dell'autore dell'editore.
Diamo alcune liriche fra le più significative, nell'ardita versione di quel forte ingegno originale  che è Enrico Cardile.

SERA

Vieni: nel oblio profondo
seppelliamo il Passato
i ricordi 
e nella sera immensa deserta di opale
chiudiamo il libro d'oro
della nostra Speranza.

Così senz'avvertenze
trascorriamo:
come una stella sanguigna
per questo cupo firmamento 
fra tante ardenza splendeva
la viva face del cuore
nostro
il nostro povero Me...

Ecco la notte: 
o preparata ansia de le rose
per l'ora fatale e suprema!
Mentre la notte vasta si rischiara 
l'anima nostra 
superba sofferente
dopo aver sette volte 
rabbrividito con i cipressi del bosco divino
- senza rimpianto -
s'eleva o vanisce.....

I BACI

Conosco i baci fioriti
senza rumor sulle bocche 
pallide come morenti
Conosco i baci infuocati
Solo il materno pianto
Gorgoglio il ruolo profondo
conosco baci eternali
Fiore di labbra cristiane
a puri altari celesti
conosco i classici ardori
[perdutisi] in bacio che segna
tacita adorazione
[] per i cuori dolenti
di un bacio un unico bacio
che attenua sempre il dolore

NEVE

Nevica nella notte, e il vento scuola
Gli abissini esplorati: 
o quanta bianca purità di cielo
Sulla tenebra immensa!

E' bianco [bacio] e bianca la finestra
nevica noia e morte:
giova sperar da queste bianche coltri
la bella Primavera?

Fiocca altra neve all'anima, una nova 
triste senza candore,
e sul suo gelo che giammai dilegua
non spunterà alcun fiore.

SUL BATTELLO D'ESILIO

Battello d'Esilio, dove rechi
l'anima peregrina? 
Nel vespero incantevole 
da l'alito caldo, 
le tue vele si incendiano 
sanguinosamente...
Dove, in tal porto rechi 
tu la triste anima
tragica e disperata
- in coma sotto gli allucinanti 
bagliori del tramonto -
dove, dove o arcano
mio battello d'esilio?
verso qual meta t'[...]gita
il folle sogno
che rantola e sogghigna
ne l'infinito spazio
ed attende la Tenebra?
quale atroce secreto, o taciturno
ascondi a la mia anima,
a questa realtà fantastica
chiusa ne la sua amara nostalgia
per cui tu sembri un feretro ardente
nel tumultuar de la sera levantina
inconsolabile e inconsolata?

O mia anima!... Spinta ferocemente
verso il grande Miraggio
- e chiama e chiama invano -
tu incontri ovunque
sotto gli occhi dolorosi
gli esecrati orizzonti ove sta scritta
la superba parola, 
vuota parola
costante sospiro e dileggio, 
parola senza dio,
fredda e passionata,
ma cristiana a e pagana,
odio ed amore 
meditazione tormento saggezza
La "Morte" La "Morte"....